LE LISTE D’ATTESA IN VALDARNO: 209 GIORNI PER UN’ECOGRAFIA ADDOMINALE

Il distretto sanitario valdarnese che fa capo all’ospedale S. Maria alla Gruccia, ha un bacino di utenza di oltre 95.000 persone. Potenzialmente,1 su 3,6 abitanti della provincia di Arezzo si cura in Valdarno. Complessivamente l’USL 8 può contare su 776 dirigenti in gran parte medici,per una spesa, riferita all’anno 2012, di circa 56 milioni di euro in stipendi.Malgrado questo, in Valdarno, se avete bisogno di un ecografia all’addome dovete aspettare 209 giorni, 340 giorni per un ecocolordoppler cardiacoe 277 giorni per una ecografia mammaria. Facendo una media dei tempi di attesa per tutte le tipologie di ecografia,  il distretto del Valdarno risultaessere il peggiore della provincia di Arezzo con tre volte i tempi di attesa rispetto ad ognuno degli altri distretti. Non va meglio per le TAC dove sitoccano punte di 288 giorni di attesa.Anche per le visite mediche specialistiche i dati sono in chiaro-scuro; per alcune visite specialistiche (oculistica, ginecologica, urologica, ortopedica) itempi di attesa si aggirano intorno ai due mesi. Questi dati si riferiscono alla prima visita, non essendo disponibili i dati relativi alle visite di controlloche probabilmente sono ancora peggiori. Questi tempi costringono gli utenti a degli spostamenti in strutture di altri distretti talvolta molto distanticon aggravio dei costi per i cittadini che già hanno pagato un ticket. E’ chiaro che questa situazione può spingere i cittadini valdarnesi a rivolgersi astrutture private con tempi di attesa praticamente nulli e paradossalmente a costi talvolta concorrenziali rispetto a quelli pubblici. Inoltre, da settembre2012 è stato introdotto  un “contributo” di 10 euro fino ad un massimo di 30 euro annuo, per la digitalizzazione della diagnostica per immagini,quando la digitalizzazione dovrebbe in realtà diminuire i costi della prestazione.Il Movimento 5 stelle Valdarno, alla luce dei recenti accadimenti sul polo ospedaliero del Serristori e degli orientamenti politici manifestati nel settoredella sanità regionale, vuole portare a conoscenza dei cittadini le anomalie nella gestione della sanità toscana e volendo tenere alta l’attenzione sullaquestione salute si chiede quale sia l’interesse dell’azienda sanitaria ASL 8 e della Regione Toscana: dare servizi ai cittadini rispetto al bene più importante,quello della salute, oppure favorire l’attività di “intramoenia” (prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici) e privata?La risposta dovrebbe essere ovvia ma i risultati fanno barcollare il tanto decantato modello toscano,  visto che le prestazioni ambulatoriali in RegioneToscana nel 2012 si sono ridotte dell’8% ed addirittura la diagnostica per immagini è diminuita del 10% mentre fino al 2011 entrambi i valori erano in aumento.Nel 2013 l’USL 8 ha speso 190.673,00 euro in collaborazioni e consulenze in gran parte in ambito sanitario che a fronte di un esercito di 776 dirigenti sembrastrano non si potessero evitare.In conclusione, ci sono le competenze, ci sono le risorse ora ci attendiamo che i tempi di attesa in Valdarno si riducano e per questo abbiamo chiesto unincontro tra il Presidente Rossi ed i nostri parlamentari toscani, incontro che per impegni istituzionali dei cittadini deputati è stato rimandato a Settembre,momento in cui speriamo che oltre al delegato assessore della sanità Toscana Marroni,  sarà presente anche il governatore Rossi che per impegni non avevadato la sua disponibilità; ci auguriamo che per avere una risposta dalla giunta regionale, la tempistica non sia quella delle loro liste d’attesa.

(Fonti: http://www.usl8.toscana.it/, 19.07.13;http://www.comuni-italiani.it/051/lista.html,http://www.saluteinternazionale.info/2013/04/sanita-toscana-alto-rischio-di-sbandata/#biblio)

Movimento 5 Stelle Valdarno

Il Governatore Enrico Rossi evita in tutti i modi il confronto. 

“Il Governatore Enrico Rossi evita in tutti i modi il confronto. Altro che democratico, il Pd si conferma un partito dipostico che prende le decisioni nel segreto delle sue stanze senza il ritegno di incontrare nemmeno i parlamentari che chiedono informazioni”. E’ dura la presa di  posizione del Movimento 5 Stelle che, da più di due settimane ormai, attende una risposta positiva dal presidente della Regione alla richiesta di un incontro per discutere della sanità regionale. “Una richiesta legittima, presentata e firmata da tutti e nove i parlamentari toscani del Movimento – spiega il parlamentare Massimo Artini – Vogliamo infatti avere spiegazioni dal presidente sulla futura riforma sanitaria che prevede tagli di duemila posti letto in tutta la Toscana. Una stangata che andrà ad abbattersi in particolar modo sui piccoli ospedali, come il Serristori di Figline Valdarno”. “Purtroppo – sottolinea l’esponente del Movimento 5 Stelle – il presidente Rossi, ancora una volta, dimostra di non voler portare a conoscenza dell’opinione pubblica i piani di smantellamento della sanitàpubblica. E ripetutamente, in questa ventina di giorni, con vari escamotage, ha trovato il modo di non incontrarci. Una modalitàarrogante e poco democratica di governare e fare politica. Già è grave non trovare il tempo di informare direttamente i cittadini su riforme di grande interesse generale che stanno per essere approvate. Assume i contorni dell’offesa nei confronti dell’elettorato e delle normali regole democratiche, se ad essere snobbati sono nove parlamentari votati in Toscana da migliaia di persone”. “Forse – chiosa amareggiato Massimo Artini – il presidente Rossi ha paura e timore di dover svuotare il sacco e svelare le segreti manovre che riguardano la sanità pubblica, in mezz’ora di incontro”.

Ufficio Stampa

MoVimento 5 Stelle Valdarno

Registro tumori un’investimento per la vita  

Il Registro tumori deve il suo nome proprio all’azione di registrazione che è l’unico modo per sapere quante persone residenti in un determinato territorio sono malate di cancro e che tipo di tumore hanno. Le informazioni registrate sono vitali per la ricerca, perché permettono di studiare le cause di alcuni tumori, di valutare l’efficacia dei programmi di prevenzione e screening, per la progettazione di interventi di prevenzione e per la programmazione delle spese sanitarie.Senza la raccolta di dati non avremo mai saputo che le persone che vivono intorno a discariche, linee elettriche ed a certe industrie presentano un rischio più alto di ammalarsi, e che vi sono patologie neoplastiche legate all’attività lavorativa.Molti Paesi possiedono una rete attiva di Registri Tumori, assunta quale strumento indispensabile per la programmazione sanitaria.Purtroppo in Toscana ed in Italia questo non è stato possibile.In nessuna struttura ospedaliera italiana, pubblica o privata, c’è l’obbligo di archiviare i dati relativi alla diagnosi e alla cura dei tumori. Se si vuole sorvegliare l’andamento della patologia oncologica occorre quindi che qualcuno si assuma il compito di andare a ricercare attivamente le informazioni, le codifichi, le archivi e le renda disponibili per studi e ricerche.I registri tumori italiani si sono assunti questo compito.Attualmente sono attivi 34 registri di popolazione che seguono complessivamente un quarto della popolazione italiana.E’ recente la notizia che i consiglieri regionali Enzo Brogi, del Pd, e Stefano Mugnai, del Pdl, con un’interrogazione congiunta già depositata e da presentarsi nel prossimo consiglio regionale, chiedono di attivare quanto prima il Registro Toscano dei tumori e di estenderlo anche alla Asl8 ed al Valdarno. Grazie ad un incontro tenutosi in data06.05.2013 tra alcuni attivisti del MoVimento 5 Stelle Valdarno con due esperti dell’Istituto Superiore Prevenzione Oncologica di Careggi, abbiamo su questo importantissimo tema che riguarda la nostra salute informazioni più dettagliate:-è vero che la normativa per l’istituzione del registro regionale dei tumori esiste dal 2004 ma, per problemi riguardanti la normativa sulla privacy il progetto non è stato esteso. Si tentò con  la L.R. 80/2008 che  dispose l’istituzione di un registro tumori in ottemperanza alla legge 196 (Codice protezione dati personali), ma ad oggi il progetto non è decollato.Attualmente ISPO ha elaborato i dati relativi alle sole province di Prato e Firenze, ed i dati non sono aggiornati, il Valdarno aretino è dunque escluso;- le disposizioni normative che introducono anche il Fascicolo Sanitario Elettronico dovrebbero aiutare a superare l’ennesimo blocco ed arrivare alla creazione di un Registro Regionale dei Tumori. Basterebbe impegnarsi e giungere al  più presto ad approvare la normativa giacente in Regione ed a quel punto tutta la provincia di Arezzo e le altre province toscane entrerebbero a farne parte. - bisogna agire anche a livello nazionale dove il MoVimento 5 Stelle è ben presente in parlamento così da facilitare l’approvazione di un regolamento abbandonato da tempo e che possa rendere esecutiva la legge nazionale per l’istituzione di un registro dei tumori per tutto il territorio italiano. A questo proposito il nostro cittadino in senato il Dott. Maurizio Romani ci sostiene con tutta la sua disponibilità e la sua esperienza, garantendo che nella Commissione Sanità della quale fa parte chiederà la calendarizzazione urgente di tale argomento e si impegna a promuovere tale iniziativa anche con gli altri parlamentari. Le scelte che vanno verso la tutela della salute dei cittadini sono prioritarie nell’azione politica del MoVimento 5 Stelle e questa è una di quelle.Vi terremo aggiornati sui progressi che sia in consiglio regionale che in parlamento arriveranno grazie alla nostra continua azione di monitoraggio e di informazione.

Ufficio Stampa

MoVimento 5 Stelle Valdarno

La discarica di Le Borra non si farà.

………rispettata la volontà popolare. Ma adesso niente ampliamento di Podere Rota”. Il deputato Segoni: “Una vittoria dei cittadini: ora avanti tutta con la strategia Rifiuti Zero”

 

Finalmente una buona notizia, la discarica di Le Borra non si farà, almeno fino al 2021 e probabilmente mai. Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato impegnato per evitare che due discariche fossero aperte contemporaneamente in Valdarno. Ma sopratutto affinché non ne venissero realizzate di nuove, a cominciare da quella prevista nel territorio di Figline: “Continueremo a vigilare fino a quando non sarà ufficiale lo stop definitivo alla discarica di Le Borra. Non si pensi ad un ulteriore ampliamento, con conseguente prolungamento di vita, dell’impianto di Podere Rota”.Anche il deputato M5S Samuele Segoni commenta la notizia, sottolineando la grande partecipazione popolare alla vicenda: “Il merito, taciuto dalla stampa, è soprattutto di una grande mobilitazione dal basso che ha coinvolto semplici cittadini, comitati, movimenti e alcune forze politiche.”“I sindaci e gli altri politici che hanno rispettato la volontà popolare, di questi tempi si meritano sicuramente un plauso – sottolinea Segoni – ma ricordiamoci che, in un’Italia normale, questo dovrebbe essere il loro semplice dovere.”Il MoVimento 5 Stelle pone l’attenzione sul futuro, perché situazioni come questa non si ripresentino nuovamente: “Rimane infatti ancora molto per cui batterci: l’alternativa alla discarica di Le Borra non deve essere un’altra discarica ma l’implementazione della strategia “Rifiuti Zero” che – non ci stancheremo mai di ricordare – è più sana, più economica e più vantaggiosa dal punto di vista occupazionale e tariffario” conclude il deputato Segoni, lanciando un messaggio per il prossimo futuro.Quindi sarà premura del MoVimento continuare ad approfondire maggiormente le possibilità di applicazione in toto della strategia Rifiuti Zero: “Il primo passo nel Valdarno è stato compiuto con l’approvazione del protocollo di adesione del comune di Figline Valdarno, avvenuta su nostra proposta – riferisce il consigliere figlinese Andrea Davide Frallicciardi – Faremo di tutto per estendere l’adesione al nascente comune unico, perché riteniamo che l’impegno preso dal Consiglio Comunale di Figline debba riguardare tutto il futuro comune”.Inoltre la strategia Rifiuti Zero sarà tra le proposte fondamentali che il Movimento 5 Stelle porterà in ogni comune che andrà alle elezioni nel 2014, come fondamento di sostenibilità ambientale e principale volano di rilancio dell’occupazione in tutta la vallata.