Ultimi Articoli

Nessun Fondo Scolastico: La risposta della giunta all’interrogazione del M5S Montevarchi

Fondo scolastico

Nessun fondo scolastico per le scuole di Montevarchi. Questa è la risposta della giunta comunale all’interrogazione del Movimento 5 stelle di Montevarchi su questa importante tematica. L’interrogazione è stata presentata in consiglio comunale lunedì 28 novembre. Lo scopo era trovare una soluzione alle numerose lamentele dei genitori di molte scuole riguardo alle onerose spese scolastiche sostenute.
(altro…)

ATO SEI ed Anac

comincato-stampa-24-11-2016-su-ato-sei-e-anac

Oggi è un giorno di speranza e di soddisfazione. Di speranza perché i cittadini hanno adesso gli strumenti per guardare con occhi diversi coloro che ci hanno amministrato fino ad oggi. Di soddisfazione perché due anni abbondanti di avvisi, incontri pubblici e informali con i sindaci, interrogazioni, mozioni e solleciti del M5S,inascoltati ed osteggiati dai nostri amministratori (sic!) vengono riconosciuti da indagini della magistratura e dall’ANAC.

Quando l’autorità giudiziaria e quando, cosa ancor più grave, l’Autorità Nazionale Anticorruzione è costretta ad intervenire per porre rimedio a delle criticità evidenti a tutti da molto tempo, vuol dire che la politica ha perso il suoha abdicato al suo ruolo.

Ieri ci sono stati ulteriori sviluppi sulla scandalosa vicenda della gestione dei Rifiuti in Toscana. Dopo l’intervento della Procura fiorentina che ha posto il Direttore Generale di ATO SUD ai domiciliari e sospeso gli amministratori di SEI Toscana e Sienambiente, siamo venuti a sapere che l’ANAC ha adottato “Misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio” nei riguardi delle due società.

Questa è la chiara manifestazione dell’incapacità di amministrare. E’ il fallimento totale di un sistema, talmente impantanato nella propria autoreferenzialità, che non è più in grado di resettarsi e ripartire nella giusta direzione.

E’ il fallimento di questa malsana politica. Perché è evidente che essa non solo non è in grado di gestire la Cosa Pubblica, ma nemmeno di controllare coloro a cui delega tale responsabilità.

Ancora adesso questi amministratori insistono nella stessa azione politica volta a garantire NON gli interessi dei cittadini, ma solo la propria posizione di governo.

Lo dimostra chiaramente la nomina a Direttore Generale del braccio destro dell’ing. Corti, in barba al principio di precauzione e con l’unico scopo di preservare un sistema consolidato.

Nell’interesse di chi? Non certo dei cittadini!

Ricordiamo che il GIP descrive il direttore dimissionario come colui che “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, metteva Ia sua funzione pubblica a disposizione…” degli amministratori della Società appaltatrice “favorendoli nella aggiudicazione della gara”.

In un mondo corretto, gli amministratori dei territori che si sono dimostrati incompetenti o indifferenti all’interesse pubblico dovrebbe avere la buona creanza di dimettersi e di non ricoprire mai più nessuna carica pubblica, nè ricoprire ruoli in società pubbliche/private. Purtroppo invece, oggi, la dignità e l’onestà intellettuale sono merce rara.

I Sindaci dell’ATO SUD sono rimasti indifferenti, ahimè, alle nostre contestazioni e ciò ha portato aumenti ingiusti della Tari, politiche fallimentari per la Raccolta Differenziata ed il mantenimento in vita di evidenti conflitti di interessi.

I consiglieri del M5S presenti nei consigli comunali stanno chiedendo alle rispettive amministrazioni di indire Consigli straordinari, preferibilmente aperti alle domande dei cittadini, per ricevere chiarimenti sulla vicenda RIFIUTOPOLI/CLEAN CITY. Ad oggi però solo Sovicille ha accordato tale richiesta.

Il movimento 5 Stelle

“i portavoce del M5S delle Provincie di Arezzo e Siena”

Chiarimenti SULLA QUESTIONE ATO SUD

Alcuni giorni fa è arrivata, in forma di articolo, la risposta al post del mov5stelle di Montevarchi, nel quale si metteva in evidenza l’errore madornale commesso dal Sindaco Silvia Chiassai nel votare senza cognizione di causa l’ingegnere Enzo Tacconi, contribuendo in tal modo ad eleggerlo a Direttore generale pro-tempore dell’ATO in sostituzione di Andrea Corti. La sindaco votando in suo favore ha contribuito ad eleggere infatti, lo ripetiamo, una persona che, come immediatamente messo in evidenza dal ns movimento ed ampiamente sottolineato dalla stampa, nonchè confermato dalla magistratura, è legato a filo doppio con l’ex Direttore Corti ora agli arresti.

Tutte le motivazioni e giustificazioni addotte dalla giunta nel suo articolo non riescono a modificare la realtà dei fatti: la sindaco Chiassai ha votato un provvedimento senza conoscere niente della persona in questione e solo perché indicata dal suo collega di parte politica e Presidente dell’ATO Ghinelli, al quale, vista la posizione e la conoscenza della struttura, estendiamo le nostre perplessità per aver proposto proprio l’ingegner Tacconi per il delicatissimo incarico.

Quanto poi alla maldestra giustificazione che tale personaggio era stato votato perché lo Statuto dell’ATO prevede che, in un caso come quello verificatosi, sia un dipendente dell’ATO stessa a ricoprire l’incarico di Direttore pro – tempore, ci chiediamo, e crediamo che con noi se lo stiano chiedendo tutti i cittadini, perché mai non sia stato indicato per questa posizione chiunque altro fra i dipendenti di ATO. Chiunque altro infatti sicuramente non sarebbe stato coinvolto in maniera così diretta ed eclatante nella predisposizione della gara d’appalto e del contratto. E nel caso non ci fosse stato nessun’altro da proporre, male minore e soluzione migliore sarebbe stata una ipotesi di commissariamento.

Nell’articolo di risposta al nostro post inoltre, la Giunta prende in giro la cittadinanza e sfiora il ridicolo nel tentativo di provare la propria buona fede e volontà di far chiarezza sulle criticità del ciclo dei rifiuti. Cita infatti la Risoluzione della maggioranza, votata nella seduta del Consiglio Comunale del 29 Luglio 2016 (in risposta alla nostra mozione, chiaramente bocciata, sulla gara d’appalto ed il contratto) e sottolinea con enfasi che tale risoluzione è stata inviata alla Procura della Repubblica perché si facessero i dovuti accertamenti. Peccato che tali accertamenti, e da tempo ciò era noto pubblicamente, fossero già in corso dalla seconda parte dell’anno 2015, cioè quasi un anno prima della fatidica risoluzione della maggioranza.

Infatti anche grazie all’azione del movimento 5 stelle, la Magistratura dallo scorso inverno sta indagando sull’argomento (e l’arresto di Corti ne è la diretta conseguenza). Quindi, con l’invio della risoluzione alla Procura della Repubblica, la Giunta Comunale di Montevarchi ha di fatto chiesto alla Procura inquirente se era il caso di fare verifiche sulla gestione dei rifiuti dimenticandosi o ignorando che era proprio ciò che essa stava da tempo facendo. Veramente un’ azione efficace ed incisiva e veramente un tempismo perfetto!

Quanto poi alla la risoluzione dell’ultimo Consiglio Comunale votato all’unanimità e che impegna a rivedere negli statuti dell’ATO i criteri di ripartizione delle quote di partecipazione per i singoli comuni, la giunta di destra si scorda che il tutto è scaturito da una mozione del Mov5stelle di Montevarchi che tutte le forze politiche hanno fatto propria.

Da tutto quanto detto e dimostrato risulta infine farneticante l’ affermazione dell’articolo in cui si dice che il movimento 5stelle si limita: “….a muovere critiche pretestuose e strumentali e che dovrebbe indirizzare la sua azione politica verso la messa in discussione e il superamento degli Ato”.

Solo la giunta di Montevarchi infatti ignora che è grazie al movimento 5 stelle se si sta facendo finalmente chiarezza sulla gestione dei rifiuti in Toscana e che le mozioni presentate dal Mov5stelle sin dal 2015 in molti Comuni delle province di Arezzo, (tra cui Montevarchi) Siena e Grosseto, sono state due, di cui una sulle criticità del bando di gara e del contratto e l’altra sull’abolizione delle ATO così come individuate dall’art. 3 della legge regionale 69/11.

Ma la cosa che stupisce maggiormente è l’amnesia del Vice – Sindaco attuale che a suo tempo ha presentato queste mozioni per nostro conto alla precedente amministrazione e le ha pure votate.

Facciamo inoltre presente che in questi giorni i nostri parlamentari regionali hanno presentato una proposta di legge sulla Economia Circolare. Essa prevede un diverso approccio nella gestione del ciclo dei rifiuti partendo appunto dal superamento degli ATO (le interviste ed il materiale conseguente sono facilmente reperibili su internet, come lo era anche il curriculum vitae del signore votato come direttore pro-tempore ATO).

Invece di dire sciocchezze sul movimento 5 stelle, invitiamo la Giunta di Montevarchi ad adoperarsi di più e meglio per il bene della città e dei suoi abitanti e per raggiungere gli obiettivi per il quale combatte da sempre il movimento 5 stelle, ovvero giungere a realizzare un ciclo dei rifiuti che sia molto più rispettoso dell’ambiente e molto meno costoso per i cittadini di quello attuale

CACCIA/ATC “PAGAMENTI E BANDI IN REGIME DI ILLEGITTIMITA’. E ORA ARRIVANO I LICENZIAMENTI”

“L’ennesima prova dell’incapacità di governo PD tornano a pagarla i cittadini. Milioni di fondi, in buona parte pubblici, sono stati gestiti per due mesi in regime di illegittimità. Bonifici, bandi approvati dai Presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia, rischiano di essere oggetto dell’ennesima inchiesta su un uso dei patrimoni “allegro”, per usare un eufemismo” hanno dichiarato in conferenza stampa Chiara Gagnarli, deputata M5S in Commissione Agricoltura, e i consiglieri regionali M5S Irene Galletti e Gabriele Bianchi.

“A fine 2014 fu approvata una riforma regionale degli ATC giudicata anticostituzionale e quindi illegittima. Il PD ha pensato bene di prorogare tale stato di illegittimità nel giugno scorso, tradendo nel merito il rilievo della Corte Costituzionale e causando quanto avevamo ventilato. In tale regime di illegittimità sono stati compiuti atti amministrativi di fatto senza copertura normativa. Tra le conseguenze ne segnalo due: la Regione insiste nel dire agli agricoltori che le riforme promosse dalla giunta sono necessarie per pagare gli indennizzi a chi di loro ha subito danni dalla selvaggina. Purtroppo a causa di quanto spiegheremo potrebbe risultare impossibile per non dire illegittimo saldare questi importi alle imprese agricole. Tutto questo nel pieno dell’ attuazione della legge Remaschi che si basa sulle ATC “anticostituzionali””.
Irene Galletti

“In Commissione Ambiente della Camera ci siamo occupati della situazione generata dalla legge regionale 39/2016. Sono stata personalmente al Ministero e ho condiviso il suo richiamo alla Regione per superare l’illegittimità di quanto stabilito. Purtroppo la Regione lo ha fatto senza normare la gestione commissariale e in conseguenza i Comitati di Gestione degli ATC non potevano agire senza incorrere in problemi”.

“Il presidente dell’ATC aretino ha emesso bandi senza avere legittimità e sono state effettuate spese senza protezione normativa. Sappiamo della situazione aretina grazie ad un solerte revisore unico dei conti che, leggi alla mano, ha pensato giustamente di chiedere chiarimenti in Regione prima di validare alcune operazioni. E la Regione ha risposto due mesi dopo facendo riferimento al buon senso. Non si opera “col buon senso” si opera con o senza legittimità normativa e in questo caso lo si è fatto senza. Enrico Rossi era informato della questione perché il revisore dei conti aveva indirizzato a lui le sue richieste, al pari dell’assessore che ho incontrato insieme a Gabriele Bianchi. Il loro imbarazzo e stupore fanno da triste pendant con il licenziamento di 5 dipendenti nell’ATC di Arezzo cui forse ne potrebbero seguire altri nel resto del territorio toscano”.
Chiara Gagnarli

“A settembre abbiamo raccolto la richiesta del revisore unico dell’ATC aretino cui la Regione stava evitando di rispondere, traducendola in un’interrogazione. Ne aspettiamo al calendarizzazione da 45 giorni. In parallelo ho scritto personalmente due volte a Rossi, da vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali e Bilancio, e davanti al suo silenzio io e Chiara Gagnarli abbiamo incontrato Remaschi e il dirigente di settore. Abbiamo assistito così ad un teatrino in cui regnava l’imbarazzo. Ci inquieta purtroppo che quanto emerso sull’ATC aretino, grazie ad un onesto revisore dei conti, possa essere replicato su tutti gli altri Ambiti. Manca il controllo sui bilanci delle ATC e siamo preoccupati per quello che potrebbe rivelarsi uno sperpero di denaro, in parte pubblico, cui aprire posizioni di danno erariale”.
Gabriele Bianchi

“Un’ultimo fatto degno di nota. I 5 dipendenti a tempo indeterminato dell’ATC aretino hanno ricevuto la lettera di licenziamento il 26 ottobre. Questi lavoratori hanno dovuto gestire per anni la contabilità di un bilancio vicino ai 2 milioni di euro con un foglio excel. Da sempre chiedevano uno software gestionale, anche a garanzia e trasparenza dell’amministrazione, senza successo” ha chiuso Galletti.

 

DIRETTA STREAMING

Nomina di Tacconi a Direttore generale pro-tempore di Ato: “Inopportuna” per il M5S

Ma vi rendete conto ? Dopo lo scandalo che a portato (come dicevamo da molto tempo nelle mozioni che avevamo portato in tutti comuni serviti dall’ato 6) agli arresti e all’autosospensione del direttore generale dell’ato 6 Andrea Corti , sono riusciti a nominare (con il voto favorevole del nostro sindaco) Enzo Tacconi , colui che ricopri un ruolo di primo piano nell’assegnazione della gara a SEI Toscana. Sicuramente Tacconi non risulta ne indagato ne menzionato nelle indagini della Procura, ma non sarebbe stato più opportuno nei confronti dei cittadini veri soggetti danneggiati da tutta la vicenda , nominare una figura che fosse del tutto estranea ai fatti ?

Il Movimento 5 Stelle vigilerà sull’evoluzione dei fatti tenedovi informati!

 

Vertice Ato rifiuti dopo lo “scandalo”: i consiglieri 5 Stelle criticano la nomina di Tacconi

MOZIONE DEL 2014, AMMINISTRATORI PD CI DERISERO: “SE FOSSE VERO ARRESTEREBBERO PERSONE”. LO STANNO FACENDO”

 

http://www.movimento5stelletoscana.it/inchiesta-ato-toscana-sud-tutto-anticipato-in-nostra-mozione-del-2014-amministratori-pd-ci-derisero-se-fosse-vero-arresterebbero-persone-lo-stanno-facendo/

“Nel 2014 i nostri gruppi locali elaborarono una mozione per autotutela dei Comuni di ATO Toscana Sud, dove quanto rilevato dai magistrati era già scritto nero su bianco. Quando presentammo l’atto nei consigli comunali dei territori coinvolti – Siena, Arezzo e Grosseto – gli amministratori locali, soprattutto PD, ci derisero dicendo “se fosse vera la metà delle cose che dite arresterebbero delle persone”. Intanto uno l’hanno già arrestato ed altri li hanno interdetti. E non crediamo finirà qua” ha dichiarato in conferenza stampa Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio.

“Ma il dato politico importante che denunciamo oggi è il fallimento del sistema di pianificazione dei rifiuti voluto dal Partito Democratico, Rossi in testa. ATO Toscana Sud era il modello apripista per gli altri due Ambiti Territoriali enormi: Costa e Centro. Oggi possiamo dire che è fallito sotto tutti i punti di vista, al di là degli arresti. 800 mila cittadini di Siena, Arezzo e Grosseto pagano la TARI più alta, per un servizio pessimo di Raccolta Differenziata guidato da un sistema a quanto pare corrotto alla radice. Un modello da rifiutare quindi, altro che esportarlo al resto della Toscana come vuol fare il PD. Siamo qua per entrare nel merito di questa vicenda, stimolare nei cittadini le domande giuste perché non dobbiamo abituarci a questa malagestione della cosa pubblica. Non dobbiamo abituarci agli arresti. Spiegheremo quanto accaduto, attraverso la voce di chi ha portato alla luce quanto avete letto oggi sui giornali, e daremo la soluzione a quanto ci compete come forza di governo: una migliore gestione del sistema rifiuti toscano, riassunta nella nostra proposta di legge sull’economia circolare che presenteremo oggi al termine della conferenza stampa” ha dichiarato in conferenza stampa Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio.

“A noi legali è stato chiesto un contributo tecnico sul sistema di gestione integrata dei rifiuti dell’ATO Sud, all’interno di un lavoro analitico realizzato dai gruppi locali del Movimento 5 Stelle interessati” ha aggiunto l’avvocata Donella Bonciani.

“Abbiamo così esaminato dei documenti accessibili a tutte le amministrazioni, perché pubblici, relativi alla gara d’appalto di assegnazione del servizio a Sei Toscana e al contratto sottoscritto con quest’ultima. Abbiamo evidenziato gravi criticità e irregolarità in entrambi. Questo lavoro si è tradotto in una mozione dove queste irregolarità e criticità furono evidenziate chiaramente. La mozione fu anche postata su un sito, Rifiutopoli, nel 2015, per darne la più ampia diffusione ed è stata fatta arrivare anche in quei Comuni interessati dalla gara dove non erano presenti consiglieri M5S. Nessuna delle amministrazioni l’ha approvata. E quanto si chiedeva non era sconvolgere da un giorno all’altro il sistema, era compiere atti di autotutela entro l’ATO Toscana Sud per esaminare tali documenti messi a disposizione da anni ed eventualmente annullare gara e contratto. Purtroppo per i cittadini questo non è stato fatto” ha concluso l’avvocata Bonciani.

“Il contratto sottoscritto nel marzo 2013 è stato il primo documento che abbiamo analizzato – ha aggiunto l’avvocato Claudio Fiori, parte del gruppo M5S di analisi – un documento di 97 pagine, tre volte lo schema tipo approvato dalla Regione Toscana. Nella delibera di approvazione scrissero “apportate leggere modifiche” e si commenta da solo. Leggendo il contratto emergevano situazioni strane, evidenti. Il contratto pensate prevedeva e prevede che il progetto di realizzazione del servizio fosse da presentarsi dopo l’aggiudicazione, cioè il concorrente non presentava prima come avrebbe svolto le attività e l’importo corrispettivo era basato ad esempio su un calcolo raccolta cassonetto tot euro. Ma quanto costa il servizio dipende da come lo realizzo: se un cassonetto lo svuoto una volta a settimana per 4 euro, costo meno ma con un servizio più scarso, rispetto a chi lo svuota a 3 euro ma 10 volte a settimana. Come si può fare una gara con queste premesse”.

“Quando oggi ho letto l’articolo con le parole della Procura riprodurre quanto abbiamo scritto due anni fa nella mozione ho provato un po’ di soddisfazione: nella selezione avevano inserito dei criteri cuciti su misura per far vincere Sei Toscana. L’esempio lampante era il caso TIA: nel bando si prevedeva che appena vinta la gara il concorrente avrebbe dovuto pagare al precedente gestore quantomeno 10 milioni di TIA non riscossa. Se io come vinco la gara devo pagare il precedente gestore, che partecipa alla gara, è evidente che privilegio questo, perché è l’unico che se vince di certo non si deve auto pagare 10 milioni. Guarda caso il principale creditore TIA era Siena Ambiente, capofila di SEI Toscana. Ma ne ricordo un’altra: la durata del contratto, indicata “tra 15 e 25 anni”. Se io vinco una gara per espletare un servizio pubblico, i miei utili vengono dall’economicità di come gestisco il servizio, dovrebbero essere contenuti, ma avete visto l’anno scorso SEI Toscana autocelebrare in conferenza stampa 4,5 milioni di utili senza ricordare che quindi hanno tolto quei soldi ai cittadini facendo pagare il servizio 4,5 milioni in più di quanto costa. Se l’affidamento dura 15-25 anni io ti do una forchetta di 1 miliardo di euro, i circa 160 milioni l’anno per 10 anni. Fa una bella differenza sapere se l’avrò o meno quel miliardo di euro, quando 10 milioni so già di doverli saldare appena entrato. Eppure questa nemmeno nel preavviso di gara fu indicato definitivamente se l’affidamento era per 15 o 25 anni” ha aggiunto l’avvocato Fiori.

“Infine l’ultima. Quando hanno vinto hanno modificato il contratto e hanno inserito delle regole fuori da ogni grazia di Dio. Ne dico una. È stata inserita una regola dove per qualsiasi ipotesi di scioglimento anticipato del contratto SEI Toscana avrebbe avuto diritto a rimborso della TIA non riscossa anticipata e altre somme dicendo che quei soldi erano non compensabili da crediti di ATO Toscana Sud e qualora non fosse arrivato questo pagamento il gestore restava in carico. Tradotto se il gestore era inadempiente a livello tale da chiedere lo scioglimento anticipato, il pubblico non solo non poteva chiedere i danni ma doveva tenersi il gestore. È come se chiamate qualcuno a rifarvi la casa e vi dice “però se sbaglio il mio lavoro, mi devi pagare lo stesso altrimenti non ti lascio il bagno libero”” ha concluso il legale.

+++ VIDEO DIRETTA  FACEBOOK