Variazione luogo riunione Settimanale Gruppo Montevarchi M5S

La riunione del lunedi sera, causa chiusura Birreria Londoner fino a Settembre, si terrà alla Birreria Clancy’s a Miravalle,

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escluso stasera che si terrà alla Bartolea in via dei Mille.

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Il Pd cerca di salvare capre e cavoli sull’inceneritore di Selvapiana.

“Il Pd cerca di salvare capre e cavoli, e alla fine conferma nelle stanze dei bottoni la sua politica pro-inceneritori in totale disprezzo dell’ambiente e della salute dei cittadini. Basta con questo doppiogiochismo”. Questo il commento del Movimento 5 Stelle del Valdarno e della Valdisieve all’indomani della notizia del ricorso al Tar della Toscana presentato da Aer Impianti contro il nuovo piano d’ambito di Ato Toscana Centro.

“Il nuovo piano  – sottolinea il Movimento 5 Stelle – riduce i volumi di rifiuti da conferire al nuovo termovalorizzatore di  Selvapiana passando da 60mila tonnellate a 45mila. Secondo la società mista Aer Impianti con questa nuova previsione il progetto Selvapiana è economicamente insostenibile e irrealizzabile. Da qui il ricorso al Tar con un messaggio chiaro ed inequivocabile: per Aer ed i Comuni soci il nuovo termovalorizzatore s’ha da fare, costi quel che costi”.

“Con questa mossa e l’appoggio ricevuto da alcuni Comuni soci, a cominciare da Rignano sull’Arno, cade l’ultima foglia di fico rimasta al Partito Democratico : al di là delle dichiarazioni pubbliche pro rifiuti zero, gli amministratori locali continuano a sostenere una politica totalmente incentrata sulla combustione dei rifiuti in spregio all’ambiente e alla volontà popolare che sempre si è mostrata contraria a tali impianti”.

“Stupisce che questo avvenga dopo prese di posizione pubbliche contro l’inceneritore arrivate da alcuni esponenti del Pd di Pontassieve e Rufina. Lo avevamo detto in tempi non sospetti – sottolinea no i deputati Samuele Segoni e Massimo Artini – queste  conversioni sulla via di Damasco devono essere supportate da azioni coerenti altrimenti si trasformano in gigantesche prese in giro nei confronti dei cittadini, come poi si è puntualmente verificato. Stupisce anche la presa di posizione del sindaco di Rignano Daniele Lorenzini che prima va a braccetto con Rossano Ercolini facendosi paladino dei “rifiuti zero” e poi si mostra contrario alla riduzione dei volumi di rifiuti da bruciare a Selvapiana. Dove sta la coerenza e la serietà che dovrebbe contraddistinguere l’etica pubblica? Quale è la posizione dei candidati sindaco del Pd in questa vicenda? Il silenzio-assenso non è più tollerabile”.

“La verità è che l’Ato Toscana Centro ha certificato una verità che stiamo andando dicendo da tempo:  gli impianti previsti nel piano interprovinciale dei rifiuti di Firenze Prato e Pistoia sono sproporzionati e già nati vecchi, visto che con l’aumento della differenziata fortunatamente diminuiscono anche i rifiuti da incenerire e conferire in discarica. Chi si ostina a promuovere la costruzione del termovalorizzatore di Selvapiana, con costi proibitivi per i cittadini (la tariffa di conferimento prevista è già con 60mila tonnellate, una delle più salate d’Italia) e senza una reale esigenza politico-amministrativa, ne dovrà rispondere di fronte ai cittadini” proseguono i due deputati che annunciano: “Il Movimento 5 Stelle presenterà interrogazioni nei Comuni dove è presente ed anche in Parlamento perché tali politiche scellerate devono essere portate alla luce, soprattutto in questo periodo di spending-review. La nostra battaglia proseguirà su tutti i fronti tra i cittadini e le sedi istituzionali”.

“E’ arrivata anche l’ora di fare piena luce su Aer  Impianti, un carrozzone nato da Aer nel 2009 proprio per gestire l’affaire Selvapiana: in cinque anni la società mista non è riuscita nemmeno a rendere fruibile un sito internet per assicurare la trasparenza e l’informazione ai cittadini. Quanto sarà la spesa complessiva per i cittadini una volta che la società dovrà essere definitivamente liquidata? Perché spendere altri soldi pubblici per queste politiche fallimentari?” Si domandano infine Segoni ed Artini.

Ufficio Stampa – Movimento 5 Stelle Valdarno

Il Movimento 5 Stelle: “E siamo a quattro! Dopo le apparizioni del Ministro Boschi, anche Rossi torna in Valdarno per la seconda volta in poche settimane. Ma nonostante le passerelle, i problemi restano: dalla sanità ai trasporti”.

“Forse se invece delle passerelle pre-elettorali si concentrasse sull’amministrazione della Regione, il governatore Enrico Rossi dimostrerebbe un maggior rispetto per i cittadini e per l’importante carica che ricopre”. E’ duro il commento del Movimento 5 Stelle valdarnese che punta il dito sull’ultimo tour in Valdarno del governatore Rossi e “sulla mancanza di quella serietà che il ruolo istituzionale imporrebbe”.

 

“Prima  - sottolinea il M5S – è stato il turno del neo ministro Maria Elena Boschi che in una settimana si è fatta vedere due volte, poi del governatore Enrico Rossi che, dopo una breve apparizione a Rignano sull’Arno tre settimane fa, sabato ha compiuto un tour nel Valdarno aretino con al seguito il fido Ceccarelli, sindaci e amministratori locali. Ovviamente la carica che ricopre viene implicitamente utilizzata per gli spot elettorali in vista delle amministrative e delle europee”

 

“Un ritrovato protagonismo di Rossi – proseguono i gruppi valdarnesi – sospetto e che non cancella  scelte politiche deleterie che hanno seriamente rischiato di affossare un territorio già provato dalla crisi economica: le terre di scavo del tav da destinare a Cavriglia, la gestione delle opere pubbliche nel Valdarno Fiorentino e, non ultimo, il trasporto pubblico locale con l’irata risposta di Ceccarelli al Comitato Pendolari, sono la testimonianza della “grande attenzione” dimostrata dalla Regione in questi anni. Se il presidente avesse usato il treno per visitare il Valdarno forse sarebbe sceso e tornato indietro. Per non parlare della sanità: in questi anni non abbiamo visto Rossi a difesa del Serristori e della Gruccia”.

 

“Prendiamo atto anche delle lodi dispensate da Rossi agli amministratori locali del Pd e siamo contenti che per il governatore vada tutto bene. Avanti il prossimo: chi altro sentirà la necessità di rifarsi vivo in Valdarno?”.

Ufficio Stampa – Movimento 5 Stelle Valdarno

Frana di Ricasoli, M5s torna all’attacco: “La direzione dei lavori doveva andare ad un soggetto esterno”

Le affermazioni dell’assessore ai lavori pubblici Righi e del sindaco Grasso non hanno soddisfatto il Movimento 5 stelle di Montevarchi, che sulla questione della frana di Ricasoli e dell’aggiudicazione dei lavori tornano di nuovo a replicare: “Incongruenze nelle nomine ci sono state, la direzione dei lavori sarebbe dovuta andare ad un soggetto esterno: sarebbe costato circa 30mila euro”

La direzione dei lavori sarebbe dovuta andare ad un soggetto esterno: un’operazione che al comune sarebbe costata circa 30mila euro, e non i 60 di cui parla il sindaco. Sulla vicenda della frana di Ricasoli e sull’affidamento dei lavori di messa in sicurezza torna ad intervenire il Movimento 5 stelle di Montevarchi.

Le parole pronunciate dall’assessore ai lavori pubblici Arianna Righi prima, e dal sindaco Francesco Maria Grasso poi, non hanno incontrato il favore dei responsabili del M5s, che dunque tornano a sottolineare alcuni punti. “Le dichiarazioni di assessore e sindaco ci obbligano a riportare per intero l’articolo 84 del D. Lgs. 163/2006:

‘Commissione giudicatrice nel caso di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.  1. Quando la scelta della migliore offerta avviene con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione è demandata ad una commissione giudicatrice, che opera secondo le norme stabilite dal regolamento. 2. La commissione, nominata dall’organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, è composta da un numero dispari di componenti, in numero massimo di cinque, esperti nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del contratto. 3. La commissione è presieduta da un dirigente della stazione appaltante, nominato dall’organo competente. 4. I commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta’.

“Ebbene – chiede M5s – in relazione al punto 2, chi sono gli esperti richiesti? E con riferimento a quanto contenuto nel punto 4, è da rilevare che il Direttore dei lavori era nella Commissione giudicatrice”. Ecco dunque le incongruenze che, secondo il Movimento 5 stelle, ci sono state nell’aggiudicazione della gara.

“In merito poi ai costi dell’affidamento della Direzione dei lavori ad un soggetto esterno, ci siamo fatti fare un dettagliato calcolo degli onorari da un ingegnere esperto del settore: la spesa sarebbe ammontata, senza ribassi (mediamente su questi appalti di servizi si ottengono ribassi anche del 50%) ad euro 26.422,88 + IVA e contributi per un totale di euro 33.525,35; se poi ci vogliamo aggiungere anche le spese per il coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori il costo sarebbe stato pari euro 9.360,16 + IVA e contributi per un totale pari a euro 11.876,17. In totale il costo degli incarichi esterni di cantiere sarebbe stato al massimo pari ad euro 45.401,52, considerando un ribasso anche solo del 30%, sarebbe costato circa euro 30.000, cioè la metà di quanto afferma il Sindaco”.

Frana di Ricasoli, sale la polemica. M5s: “Procedimento arruffato, i cittadini si sentono abbandonati”.

La situazione della frana di Ricasoli continua a preoccupare. E sale la polemica politica. Il Movimento 5 stelle solleva dubbi sull’aggiudicazione dei lavori di risanamento: “A rischio le case e i risparmi di una vita dei cittadini”. E Pieraldo Ciucchi (Psi) chiama in causa la Regione: “I lavori non sembrano efficaci, l’assessore Bramerini vada sul posto e verifichi di persona”

Frana di Ricasoli, sale la polemica. M5s: "Procedimento arruffato, i cittadini si sentono abbandonati". Ciucchi: "Intervenga la regione"

Cresce la polemica intorno alla situazione della frazione di Ricasoli, a rischio per una frana ormai decennale che nelle ultime settimane ha registrato però ulteriori movimenti.Il grido d’allarme dei cittadini della località nel comune di Montevarchi ha acceso una serie di reazioni, e ora si cerca di capire perché l’intervento di risanamento, in corso da mesi, e finanziato con fondi regionali per 1 milione di euro, non sembra per ora aver portato benefici.

Il commento più duro è del Movimento 5 stelle, che solleva forti dubbi sulle procedure che hanno portato all’aggiudicazione dei lavori, e chiede di conoscere tutte le responsabilità. “I cittadini si sentono abbandonati, impauriti e arrabbiati quando non viene dato loro ascolto. Su un tema estremamente delicato come quello della frana di Ricasoli, sono state prese decisioni da parte di persone che sembrerebbe non avessero le competenze, i titoli di studio ed i curricula per farlo”.

“Sono anni – continua M5s – che sulla collina di Ricasoli vengono effettuati interventi per arginare la frana, quindi alle amministrazioni la documentazione in materia non mancava! Eppure, prima è stato fatto un progetto da personale dell’Ufficio tecnico cui non è richiesta specifica competenza; poi, è stato emesso un bando in cui la commissione giudicatrice, non composta nel rispetto della normativa, ha dato dei punteggi ai vari progetti presentati assumendosi la responsabilità della scelta. L’aggiudicazione definitiva è avvenuta in maniera dubbia – sostiene il Movimento 5 stelle – e addirittura il Comune ha poi incaricato della Direzione dei lavori un commissario di gara!”.

“Tutto questo – aggiunge M5s di Montevarchi – sta nei documenti di questo arruffato procedimento. E poi, è stato approvato un progetto che non prevedeva né drenaggi né alcun micropalo, ricalcando il progetto dell’Ufficio tecnico comunale. Alla luce di questo, chiediamo dove sia stato, dove è e se mai ci sarà il Direttore dei lavori? Con quali criteri si è mossa questa Amministrazione? Vi rendete conto che state mettendo a rischio, se non la vita, almeno le case e i risparmi di una vita dei nostri concittadini, la storia di un paese, la preservazione del nostro territorio e state buttando al vento tanti dei nostri soldi?”.

Anche il Consigliere regionale del Psi e Presidente del Gruppo Misto, Pieraldo Ciucchi, interviene in merito. E sollecita la Regione Toscana, finanziatore dell’opera, a verificare ed intervenire. “La frana che da anni mette a rischio la frazione di Ricasoli sta progredendo e l’erosione del costone su cui poggia l’antico borgo valdarnese è aumentata sensibilmente. Sale la paura dei residenti che vedono accrescere il pericolo per le loro case, con il rischio di doverle abbandonare”.

Ciucchi si è confrontato con alcuni amministratori locali e cittadini della frazione. “Gli interventi avviati dal Comune a seguito di un finanziamento della Regione di un milione di euro, per le tante criticità e per la lentezza dei lavori in itinere non sembrano produrre quell’efficacia sperata. Perciò la Regione si faccia, anche con la propria struttura tecnica, parte attiva affinché sia posta la massima attenzione per dare delle risposte concrete ai 120 abitanti della frazione”.

“Infine – conclude Ciucchi – chiedo che l’Assessore Bramerini e la struttura tecnica del Dipartimento Ambiente si rendano ulteriormente disponibili a verificare sul posto le condizioni della frana e lo stato dei lavori fin qui eseguiti”.

 

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COMUNICATO STAMPA MonteVarchi A 5 STELLE – Frana di Ricasoli

Sabato 15 Febbraio 2014 – Frana di Ricasoli.

L’accesso agli atti del moVimento 5 stelle sul bando di assegnazione dei lavori sulla frana di Ricasoli è stato richiesto in tempi non sospetti, quando la situazione dei lavori era “tranquilla” e non sull’onda emotiva di questi giorni; tutti sappiamo che questo affidamento è stato molto dibattuto anche in sede di Consiglio Comunale, e si sono applicate (o meglio, non si sono applicate) le normative che regolano l’aggiudicazione di appalti pubblici in modo sconcertante.

Tutto questo conferma e aggrava alcuni dubbi su punti poco chiari del procedimento posto in essere dal comune di Montevarchi, soprattutto sul fatto (CERTO) che l’attuale direttore dei lavori nominato dall’Amministrazione è illegittimo in quanto è stato commissario della commissione giudicatrice, fattispecie esplicitamente vietata dal Codice degli Appalti Pubblici (art. 84 comma 4).

E’ nostra intenzione far luce su quello che è accaduto e su quello che sta accadendo con l’aiuto di esperti del settore che, sempre per normativa, sarebbero dovuti essere presenti nella commissione giudicatrice; se necessario provvederemo verso gli organi giudiziari competenti per dare sicurezze e giustizia agli sconfitti che, anche in questo caso, sono i CITTADINI e chi rispetta le leggi.

Per quali ragioni non sono stati effettuati controlli sull’andamento e sui risultati dei lavori effettuati sia dall’azienda aggiudicatrice che dai suoi progettisti? sembrerebbe, infatti, che non sia stato previsto né effettuato un drenaggio corretto delle acque(presente in offerte tecniche alternative all’aggiudicataria) che in questi casi dovrebbe essere essenziale; si richiede, inoltre, l’immediata sostituzione del direttore dei lavori, con tecnici esperti in materia, per i motivi espressi in precedenza;

Vorremmo leggere le motivazioni della nomina di una commissione prova di esperti in materia così come richiesto dalla normativa vigente e come mai il progetto definitivo sia stato firmato da tecnici geometri senza alcuna competenza né titolo di studio sulle frane ed abbiano poi beneficiato degli “incentivi” di cui all’art. 92 del Codice degli appalti nella misura del 2%.

In ultimo ci chiediamo perchè non sono stati svolti “VERI” controlli da parte del Comune di Montevarchi sugli interventi effettuati da Publiacqua per il corretto funzionamento delle fogne, come hanno più volte richiesto i cittadini stessi.

Ringraziando per la cortese attenzione porgiamo

Cordiali Saluti

Movimento 5 Stelle Montevarchi

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